Jiri Kölar
È strano scoprire che l’Archivio Jiří Kolář (Protivín, 24 settembre 1914 – Praga, 11 agosto 2002) si trovi proprio in Italia, fortemente voluto da una famiglia di Lecco che ha dapprima collezionato e poi promosso e sostenuto l’opera di questo straordinario artista poliedrico Ceco, la cui vicenda artistica e umana ha percorso drammatiche fasi della storia europea del ‘900. Jiří Kolář fu influenzato dal surrealismo e sperimentò nella sua opera le più audaci innovazioni formali, affermandosi nell’uso del collage e nella poesia visiva, di cui ha fatto una vera e propria scienza elencando nel suo Dizionario dei Metodi un decalogo di tutte le tecniche da lui inventate. Kolár affermava: “La vita pone su di noi sempre nuovi strati di una carta invisibile. Uno strato ci fa dimenticare l’altro. E quando riusciamo a staccare o addirittura a strappar via qualche strato, siamo sorpresi di quante cose stanno dentro di noi. Quante cose che il tempo non ha eliminato ci portiamo dentro! È qualche cosa in grado di risvegliarsi, di resuscitare”. (Jirí Kolár, Giancarlo Politi Editore, 1986.)
Une chanson de Jadis, 1998
collage su tavola
cm 40×30
Courtesy FarsettiArte
Dans la constellation de la vie, 1990
collage su tavola
cm 40×30
Courtesy FarsettiArte
Histoire d’une dame à l’hermine et des mangeurs de pommes de terre (en souvenir d’Alen Divis), 1990
collage su tavola
cm 40,2×30,2
Courtesy FarsettiArte
Malevič au Louvre, 1981
collage su tavola
cm 40×30
Courtesy FarsettiArte



