Jannis Kounellis
Jannis Kounellis (Pireo, 1936 – Roma, 2017) all’età di vent’anni, nel 1956, si trasferì a Roma per studiare all’Accademia di Belle Arti di Roma. All’inizio della sua carriera, negli anni Sessanta, iniziò come pittore: nelle sue prime mostre utilizzava tele o materiali alternativi su cui dipingeva lettere, numeri e segni tipografici – un alfabeto visivo frammentario che rifletteva segni della società contemporanea. Col tempo, però, abbandonò la tela tradizionale: sostituì tele e cavalletti con materiali poveri – come juta, ferro, carbone, legno, sacchi, metalli – e iniziò ad incorporare nel suo lavoro elementi “vivi” o naturali (animali, terra, pietre), trasformando lo spazio della galleria in un ambiente “vissuto”. Questo suo passaggio radicale lo portò a essere una figura-chiave del movimento Arte Povera, che negli anni Sessanta propugnava l’uso di “materiali poveri” e la fuga dal tradizionale medium pittorico verso installazioni, ambienti e azioni.
Senza titolo
Tra i più importanti esponenti del movimento artistico dell’Arte Povera, la ricerca di Kounellis nasce dalla relazione, a volte tragica, con la Cultura e la Storia. Quest’opera fa parte di una serie iniziata negli anni Ottanta in cui alla tela sostituisce una lastra metallica dove interviene con oggetti di uso comune, come le caffettiere; attraverso l’uso di questo tipo di materiali come anche di iuta, cera, cappotti, bicchieri, ingranaggi, carbone o polvere di caffè, stimola i sensi dell’osservatore rendendolo protagonista, riportandolo alla sua esistenza quotidiana e ai conflitti che spesso contiene. Kounellis si è sempre considerato un pittore: “Ho la mentalità di un pittore. Questa è la mia identità. Non potrei abbandonarla anche se lo volessi. In greco la parola pittore è zōgraphos, che significa qualcuno che disegna la vita. Il greco è molto più preciso. È una questione di esperienza di vita”.
Senza titolo, 2002
Lamiera in ferro, piombo, cavo d’acciaio e tre caffettiere
100 × 70 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Erato), Musa 2026
Collezione privata, Torino
Courtesy Galleria Umberto Benappi, Torino
