Giacomo Balla

Dal 1913 Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) si sofferma a studiare e analizzare il movimento nella sua scomposizione. Una volta realizzata la sperimentazione della velocità astratta, Balla coniuga questa analisi con altri fattori: troviamo lo spazio, il ritmo, il paesaggio o, come in questo caso, il vortice. Quello che inizialmente era lo studio di singoli elementi, ora sono dall’artista presentati simultaneamente e compenetrati: il vortice all’interno di uno spazio dove esistono dei volumi. La successione di orbite saettanti, curve tese, iterazioni differenziate, triangoli acuti, vortici divergenti e spirali accelerate porta alla forma del vortice. La tela Vortice + Spazio + Forme Volume è del 1914, anno che precede la pubblicazione nel 1915 insieme a Depero del manifesto La ricostruzione futurista dell’universo, in cui i due artisti marciano verso una nuova e ambiziosa fase futurista capace di dare luogo ad un’arte totale che influenzi molti aspetti dell’esistenza: l’arredo, la moda, il cinema, il teatro, la musica, la danza, la pubblicità, l’oggetto d’uso. Tutte le arti, e le MUSE, al servizio dell’ideale futurista.

Vortice + Spazio + Forme Volume (Vortice + Volumi di Spazio), 1914
olio su tela
cm 75×97
Courtesy FarsettiArte