Denis Oppenheim
Denis Oppenheim (Electric City, 1938 – New York, 2011) è considerato un pioniere del concettualismo, della Land Art, della performance art e dell’installazione. Fin dagli anni ’60-’70 ha realizzato interventi nel paesaggio, performance con il corpo, opere documentate tramite fotografia/video, spostando il “luogo dell’opera” dalla galleria al mondo reale. Dagli anni ’80 in poi ha iniziato a creare installazioni e opere monumentali, spesso collocate in spazi pubblici, usando materiali quotidiani, metalli, strutture cinetiche, suoni, luci – miscelando scultura, architettura e arte pubblica. Le sue opere sono entrate nelle collezioni di importanti musei e istituzioni internazionali: tra queste, MoMA (New York), Tate Gallery (Londra), Whitney Museum of American Art (New York), ma anche numerosi altri spazi pubblici e museali nel mondo.
Lampdog
Nel 1997 Denis Oppenheim – artista che ha attraversato la seconda metà del Novecento sperimentando linguaggi e contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo di esperienze fondamentali come la Land Art (l’arte nel e sul paesaggio) e la Body Art (l’arte con il e sul corpo) – è in Italia per lavorare a una mostra per la Biennale di Venezia. Incontra il collezionista e imprenditore brianzolo Alberto Rossini che, affascinato dal suo lavoro, gli propone di realizzare una serie di opere per il suo Parco di sculture a Briosco (MB), usando attrezzature e materiali dell’azienda di famiglia. Così l’artista realizza, nelle officine della Ranger Italiana S.p.A, nove sculture in filamento di ferro che chiama Lampdog: grandi sagome tridimensionali di cani all’interno delle quali dispone lampade acquistate in mercatini, rigattieri e antiquari locali, a riprodurre simbolicamente gli organi interni. Dalla metà degli anni Novanta, Oppenheim realizza sculture monumentali per spazi pubblici che sfidano i limiti della fisica e cambiano la percezione dello spazio e degli oggetti: una tensione che si rintraccia anche qui, con il tentativo di “ingabbiare” lo spazio, la leggerezza e apparente precarietà della scultura, la decontestualizzazione surreale di oggetti comuni.
Lampdog, 2000
Ferro e Abat-jour
200 x 140 x 80 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Clio), Musa 2026
Courtesy Collezione Rossini Art Site
