Cy Twombly
Cy Twombly (Lexington, Virginia, USA, 1928 – Roma, 2011) si dice che sia stata la luce abbagliante del Nord Africa e dell’Italia, visitate la prima volta all’inizio degli anni Cinquanta, a ispirarlo all’uso di gesso, cementite e vernice bianca, ma di certo anche Roma, con i suoi marmi e le sue rovine, e il Mar Mediterraneo con il suo tremolante scintillio, sono stati fondamentali. Cy Twombly amava l’Italia e amava Roma, e lì decise di vivere per la maggior parte della sua vita, alla ricerca di un posto dove “l’arte moderna non fosse dislocata, ma qualcosa con radici, tradizione e continuità”. Della sua continua stratificazione di riferimenti culturali, storici e poetici, soprattutto legati all’antichità classica, ci parlano le sue opere italiane, specchio di una ricerca che affonda nei suoi vasti interessi intellettuali. Lettere, parole, titoli, poesie, invocazioni divine, nei suoi dipinti Twombly fa incontrare segni, mitologie, ricordi, suggerendo connessioni tra idee e personaggi anche lontani, ma tutte possibili nella sua immaginazione.
Untitled
Untitled, 1961
Tecnica mista su tela
60 × 50 × 1 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Calliope), Musa 2026
Courtesy Alfonso Artiaco, Napoli
Foto: Francesco Squeglia
