Christo e Jeanne Claude

Christo e Jeanne Claude (Gabrovo – Bulgaria, 1935 – New York, 2020 | Casablanca, 1935 – New York, 2009) dopo studi artistici e anni vissuti in Europa, si trasferirono a New York nel 1964, dove iniziarono a concepire le loro grandi installazioni ambientali, che avrebbero rivoluzionato il rapporto tra arte, spazio e pubblico. Il loro lavoro è noto per “impacchettare” monumenti, paesaggi e strutture — ponti, edifici, coste, isole — rendendo visibile l’icona architettonica o ambientale sotto un manto di tessuto, invitando a riconsiderare lo spazio, la memoria e la nostra percezione del reale. Tra le loro opere più celebri: Wrapped Reichstag (1995, Berlino), Pont Neuf Wrapped (1985, Parigi), The Gates (2005, Central Park, New York) — 7.503 portali in acciaio rivestiti di tessuto color zafferano, disposti per 37 km di percorsi.
Fuggito dalla Bulgaria e dal regime comunista, è a Parigi, nel 1958, che Christo Javacheff (conosciuto poi con il solo nome) in totale rottura con l’astrazione imperante decide di dedicarsi a un’arte fatta di oggetti reali e, dopo aver “impacchettato” una lattina… non si ferma più. Avvolge bottiglie, sedie, auto, motociclette, carriole, riviste, con tessuto tenuto insieme da stringhe, corde e spaghi; gli oggetti diventano poi sempre più grandi (imponendo una limitazione temporale agli interventi): monumenti, ponti, edifici, rovine archeologiche, alberi, spingendosi fino a una vallata del Colorado, un arcipelago, un intero tratto di costa australiana. Insieme alla moglie Jean Claude incontrata a Parigi, Christo ha ideato innumerevoli progetti, autofinanziandoli con la vendita di piccoli oggetti e disegni preparatori. Molti sono quelli realizzati in Italia, dal primo impacchettamento della Fontana di Piazza del Mercato a Spoleto nel 1968, ai monumenti di Milano nel 1971 e Porta Pinciana a Roma nel 1974, fino al notissimo intervento realizzato nel 2016 sul Lago d’Iseo. Obiettivo degli artisti è sempre stato quello di realizzare opere che regalassero bellezza e gioia alle persone, installazioni ambientali pensate per interagire non solo con gli spazi, urbani e naturali, ma anche con la gente che li abita. Mentre quasi tutte le installazioni erano firmate da entrambi, i progetti e i disegni, come quelli in mostra, venivano firmati solo da Christo.

Wrapped Monument to Leonardo

Il 27 novembre 1970, in occasione del decimo anniversario della fondazione dei Nouveaux Réalistes, gli artisti Arman, César, Christo, Dufrêne, Hains, Raysse, Rotella, Saint-Phalle, Spoerri, Tinguely e Villeglé si ritrovano a Milano per l’inaugurazione di una grande retrospettiva alla Rotonda della Besana. In quell’occasione, come altri artisti che realizzano performance e interventi in città, Christo utilizza del tessuto di polipropilene e corda rossa, per impacchettare il monumento al re d’Italia Vittorio Emanuele II in Piazza del Duomo. Purtroppo, una manifestazione di protesta di anziani combattenti lo obbliga a interrompere il lavoro e a ripiegare sulla statua di Leonardo da Vinci in piazza della Scala, il cui impacchettamento, tuttavia, verrà dato alle fiamme pochi giorni dopo da un gruppo di neofascisti. Almeno per due giorni però, i due monumenti ricoperti furono visibili contemporaneamente dal centro della galleria Vittorio Emanuele.

Wrapped Monument to Leonardo, 1971
Collotipo con collage di tessuto (cornice in plexiglass – supporto in legno)
75 × 56 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Clio), Musa 2026
Collezione privata Leonardo Contini

The Floating Piers (Project for Lake Iseo, Italy)

Installazione ambientale realizzata sul Lago d’Iseo tra il comune di Solzano e le isolette di Montisola e San Pietro, il progetto fa parte di una serie di opere dedicate all’acqua, in relazione a paesaggi rurali e urbani caratterizzati dalla presenza di mare, lago, oceano o fiume. L’opera era composta da una serie di pontili galleggianti che permettevano ai visitatori di camminare appena sopra la superficie del lago. Realizzata con circa 220.000 cubi di polietilene ad alta densità e ricoperta da 100.000 metri quadrati di tessuto color “dalia cangiante”, The Floating Piers ha accolto, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, oltre un milione e mezzo di persone. Ricordando il progetto, tra i più spettacolari di tutta la sua vita, l’artista ha dichiarato: “l’opera d’arte non è il Floating Piers, su cui si cammina 15 giorni, ma è il viaggio: chi ci è andato se lo porterà nella mente per tutta la vita”.

The Floating Piers (Project for Lake Iseo, Italy), 2015
Matita, carboncino, pastello a cera, smalto
Fotografia di Wolfgang Volz su cartoncino
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Clio), Musa 2026
Collezione privata, Brescia
Courtesy Vitart Fine Arts, Lugano