Binta Diaw

Binta Diaw (Milano, 1995). La sua formazione include lo studio all’ Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e all’École d’Art et de Design de Grenoble-Valence in Francia. La sua ricerca artistica esplora temi come migrazione, identità diasporica, appartenenza, memoria coloniale e questioni di genere, dando particolare valore all’esperienza corporea e sensoriale. Diaw utilizza materiali come terra, capelli sintetici, corde, gesso, drappi – spesso evocando pratiche culturali afrodiscendenti, memoria ancestrale e resistenza. Negli ultimi anni Diaw ha partecipato a rassegne e esposizioni internazionali, fra le quali la 12th Berlin Biennale (2022), la Liverpool Biennial 2023 e mostre in Italia, Africa ed Europa.

Terrestre

La fotografia è tratta dalla video-performance Essere Corpo in cui l’artista italo senegalese, con gesti e movimenti primordiali, esplora il legame ancestrale tra corpo e ambiente, riattivando attraverso ritmo, contatto e respiro condivisi, la continuità tra essere umano e terra. Vincitrice dell’ultima edizione del Premio CONAI Arte Circolare, concorso del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), che supporta artisti emergenti che si fanno interpreti dell’economia circolare attraverso l’arte, l’opera, insieme alla ciclicità della vita, affronta anche il tema politico della colonizzazione del corpo femminile e della natura, da sempre oggetto di dominio. La ricerca di Binta Diaw analizza fenomeni sociali come la migrazione, il tema dell’identità come donna nera in un contesto occidentale, il rapporto con la natura attraverso il corpo, considerato strumento di ascolto, mettendo costantemente in discussione, in relazione al suo patrimonio culturale e la sua educazione, la percezione delle strutture sociali contemporanee.

Terrestre, 2016
Stampa a getto d’inchiostro su carta di cotone montata su Didon
50 × 70 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Polimnia), Musa 2026
Courtesy Collezione CONAI
Foto © Gregory Copitet