Alejandra Varela Perera

Alejandra Varela Perera (Città del Messico, 1995) formata alla NABA di Milano, dove si è laureata in Pittura e Arti Visive nel 2018, porta nelle sue opere memorie personali e simbolismi culturali, evocando storie di migrazione, appartenenza e memoria collettiva. Le sue tele, spesso arricchite da incisioni su metallo, disegni e amuleti, mescolano motivi folklorici a una sensibilità contemporanea, sovvertendo i codici tradizionali del ritratto per dare voce a identità ibride e intime. La pittura di Varela Perera è una raccolta di istanti, una dichiarazione d’amore per gli altri, l’occasione di porsi domande sul ruolo sociale delle donne, dei giovani, di sé stessa, sul senso dello stare al mondo.

Muxe 2.0

“Appena arrivata in Italia, un amico pittore mi ha detto: studia e impara da Piero della Francesca. È stata una rivelazione. Da allora tutti i miei ritratti sono con espressioni e sguardi neutri. È lo spettatore a vedere, capire ed entrare nell’anima del quadro. I miei dipinti non danno mai risposte: pongono solo domande”. Alejandra Varela Perera, che vive in Italia dal 2013, con una pittura fortemente intrisa di motivi popolari e simbolismi derivati dalla sua cultura d’origine, indaga i legami tra rappresentazione e potere sovvertendo la ritrattistica tradizionale. Le figure che ritrae sono spesso femminili e legate a esperienze vissute, ma qui mette a nudo la vulnerabilità, la tensione e le sfumature di una identità ibrida, con cui condivide il senso di spaesamento culturale ed emotivo, legato per lei all’esperienza migratoria.

Muxe 2.0, 2021
Olio su tela
120 × 90 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Erato), Musa 2026
Courtesy Collezione Andrea Boghi, Brescia