Adrian Paci
Centro di permanenza temporanea
Quando nel 1997 in Albania viene dichiarato lo stato di emergenza, grazie a una borsa di studio, Adrian Paci si trasferisce a Milano, dove vive e lavora ancora oggi. Il viaggio, la migrazione, le radici culturali, lo spaesamento, la ricerca di linguaggi artistici adatti a comunicare e relazionarsi con il contesto non sono dunque per lui solo temi di ricerca fondamentali, ma nascono direttamente dalla sua esperienza personale. La fotografia in mostra fa parte di un progetto più ampio che comprende anche un video, in cui si intrecciano diversi livelli di riflessione: da una parte il desiderio universale dell’altrove, dall’altro il tema sempre attuale delle migrazioni. Attingendo all’immaginario del viaggio, l’artista sposta la nostra attenzione sulla diaspora forzata di tutti quelli alla ricerca di una vita migliore o, drammaticamente, della semplice sopravvivenza. Nel lavoro di Paci la dimensione personale, quella collettiva, quella sociale e quella soggettiva si fondono, e le esperienze quotidiane diventano universali.
Centro di permanenza temporanea, 2009
Fotografia
120 × 140 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Melpomene), Musa 2026
Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone
