Robert Rauschenberg
Port Arthur, 1925 – Captiva Island, 2008
Temple Roof Glut, 1987
C’era un eccesso di lamiere che avanzava dal tetto del tempio? Sembra proprio che Rauschenberg ne abbia approfittato per creare uno dei suoi combines paintings, opere che l’artista realizza dagli anni ‘50 in cui la presenza dell’oggetto divenne il punto centrale della sua ricerca. Tali esperienze fecero della sua arte il più significativo esempio di ciò che viene definito il New-Dada americano. Contro la finitezza formale dell’oggetto mercificato dell’arte pop, Rauschenberg propose l’oggetto vissuto e di scarto, vecchie cianfrusaglie che non trovano posto nel mondo dei consumi, quale veicolo interpretativo, in chiave ironica e dadaista, della realtà. Rotto il rapporto tradizionale con la pittura, esso venne riproposto attraverso una capacità di personalizzazione e d’invenzione dei propri strumenti espressivi, attraverso una pittura violenta e sensibile, aggressiva e introspettiva.
Temple Roof Glut, 1987, assemblaggio di lamiere colorate, cm 85×214 ca.
Courtesy FarsettiArte
