Pablo Atchugarry
Pablo Atchugarry (Montevideo, Uruguay, 1954), noto per le opere in marmo che ricordano monoliti di antiche civiltà, da anni vive tra Lecco e Montevideo; nel 2002 ha ricevuto il Premio Michelangelo a Carrara. Influenzato nella sua ricerca da Michelangelo e da Costantin Brancusi, tratta le sculture come fossero estensioni della materia stessa. “Quando si lavora direttamente con la pietra, soprattutto il marmo, è molto drammatico, perché non c’è modo di tornare indietro” – spiega – “ogni parte che viene estratta dal blocco non ne farà mai più parte”. Oltre il marmo di Carrara – di cui si innamora nel 1979, quando visita per la prima volta le cave – l’artista usa una grande varietà di materiali come cemento, ferro, bronzo e acciaio o, in questo caso, il legno di ulivo secolare. Negli ultimi anni produce sculture che si sviluppano per lo più verticalmente, simili a panneggi o fasci muscolari che, considerate nel loro insieme, assomigliano quasi a una “foresta” personale, come quella composta da sedicimila alberi piantata nei pressi del museo della sua Fondazione in Uruguay.
Foresta Incantata IV, 2024
Legno di ulivo, disco metallico di supporto in ferro
114 × 80 × 43 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Salone d’Onore), Musa 2026
Courtesy Galleria d’Arte Contini
Foresta Incantata II, 2024
Legno di ulivo; disco metallico di supporto in ferro
106 × 60 × 106 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Salone d’Onore), Musa 2026
Courtesy Galleria d’Arte Contini

