Mario Ceroli
Manifesto pubblicitario, gioco delle associazioni d’idee, poesia visiva, opera poverista. Questa scultura proposta in mostra di Mario Ceroli (Castelfrentano (Ch), 1938) fa leva su diverse istanze tipiche dell’Arte Contemporanea tra gli anni ’60 e gli anni ’70, unendo varie suggestioni che vanno dalla Pop Art italiana all’Arte Povera. Nel linguaggio utilizzato in quest’opera, realizzata 1972, sono evidenti molti dei concetti peculiari della ricerca di Mario Ceroli: la materia grezza e artigianale del legno entra in contrapposizione con l’idea del manifesto pubblicitario, solitamente prodotto in serie, e la poesia visiva che contraddice l’idea stessa di prodotto d’uso. Un continuo spostamento semantico che rende questo oggetto incerto e sfuggente, laddove invece la sua dimensione assertiva e monolitica ne riafferma l’autorità. Tutto ciò sta a dimostrare come anche in un’opera apparentemente semplice Ceroli riesce a dare luogo ad una complessità che gioca su diversi livelli concettuali e comunicativi.
Acqua, 1972
legno pino di Russia
cm 199x199x12,5
Courtesy Farsettiarte
