Thomas Struth
Thomas Struth (Geldern, Germania, 1954), autore tra i più affermati sulla scena internazionale, nel 2013 realizza un’immagine alta un metro e ottanta e larga due metri che ritrae l’interno del Pantheon di Roma, e che è stata venduta all’asta per 1,2 milioni di euro. Sin dagli anni Sessanta, il fotografo tedesco ritrae città italiane: Roma, Napoli, Milano, Firenze, Venezia di cui coglie con sobrietà e precisione, nelle architetture stratificate che le caratterizzano, la storia, i valori, le strutture sociali di chi le abita.
Via Emilio Cornalia, Milano; Via Emilio Cornalia (Mit Hochhaus), Milano
Alla ricerca dello stato d’animo della città, delle comunità, negli anni Novanta Struth ha fotografato Milano e lo ha fatto immortalando innanzi tutto la sua arte – il Duomo e L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci – ma anche le sue strade. Ha utilizzato un bianco e nero fedele al suo approccio metodico da ricercatore, e inquadrature, diventate negli anni un tratto distintivo del suo lavoro, che stabiliscono un rapporto diretto e coincidente con il punto di vista dell’osservatore, che si sente così, sempre al centro della scena.
Via Emilio Cornalia, Milano, 1992
Fotografia b/n
44 × 53 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Clio), Musa 2026
Courtesy dell’artista e Monica De Cardenas, Milano
© Thomas Struth
Via Emilio Cornalia (Mit Hochhaus), Milano, 1992
Fotografia b/n
44 × 53 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Clio), Musa 2026
Courtesy dell’artista e Monica De Cardenas, Milano
© Thomas Struth
Galleria dell’Accademia I
Le esperienze di vita di Struth a Napoli e Roma, e la vicinanza con la cultura italiana in cui la pittura è intimamente legata alla religione, sono state l’innesco di un progetto sulla funzione dell’arte nei musei, da cui è nata la serie Museum Photographs di cui questo scatto fa parte. Nonostante avesse fotografato soprattutto architetture in cui la presenza umana era assente, in queste fotografie compaiono le persone: scolaresche, gruppi turistici o persone da sole davanti a grandi opere del passato, che scatenano nell’artista la curiosità di capire cosa cerca ognuno all’interno di un museo. Con questi scatti, realizzati al Louvre, alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nelle Stanze di Raffaello, al Pantheon di Roma e in molti altri musei, Struth vuole ricordarci che quei capolavori iconici sono stati opere contemporanee, realizzate da artisti che erano persone come noi. “In sostanza, volevo unire il tempo dell’immagine e il tempo di chi guarda”.
Galleria Dell’Accademia I, Venezia, 1992 (stampa nel 1993)
Stampa cromogenica, ed. 3/10
185,2 × 233,4 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Talia), Musa 2026
Collezione privata, Milano
© Thomas Struth


