Ruth Beraha
Ruth Beraha (Milano, 1986), attiva oggi soprattutto a Bologna, dopo la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università Statale di Milano ha studiato alla Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme e nel 2014 si è specializzata in Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. La sua ricerca artistica si sviluppa attraverso installazioni, scultura, suono e ceramica, esplorando il rapporto fra visione, identità, società e percezione. Il suo lavoro è spesso incentrato su temi di vulnerabilità, potere, sguardo e memoria, con l’obiettivo di provocare interrogativi piuttosto che fornire risposte.
The neverending story
Premiata nell’ambito del progetto Premio CONAI Arte Circolare, concorso del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) che supporta artisti emergenti che si fanno interpreti dell’economia circolare attraverso l’arte, l’opera è stata realizzata riassemblando frammenti di antiche vetrate. La scelta dell’immagine dell’uroboro, il “serpente che si morde la coda” simbolo della ciclicità della vita, sottolinea ulteriormente il tema della continua trasformazione e rinascita delle cose, ma anche il legame dell’artista con l’arte antica e rinascimentale e le sue simbologie. Con il suo lavoro Beraha vuole spezzare le certezze sulle quali basiamo il modo in cui facciamo esperienza della realtà, allontanandoci dagli automatismi con cui osserviamo le cose: per lei l’immaginazione ha un potenziale infinito e rivoluzionario, e solo nel vuoto, in quello spazio non ancora definito, tutto è possibile.
The neverending story, 2022
Vetro e ferro
⌀ 105
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Polimnia), Musa 2026
Courtesy Collezione CONAI
