Jonathan Monk
Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969) oggi vive e lavora principalmente a Berlino. Ha studiato arti visive, conseguendo un BFA al Leicester Polytechnic (1988) e un MFA alla Glasgow School of Art (1991). Monk è noto per un approccio concettuale che mescola ironia, appropriazione e riflessione sulla tradizione dell’arte moderna: spesso “ricalca”, rielabora o parafrasa opere e idee del Minimalismo e della Conceptual Art degli anni Sessanta-Settanta (artisti come Sol LeWitt, Ed Ruscha, Bruce Nauman, Lawrence Weiner), cercando di demistificarne il valore e il concetto di “originalità”.
Backside (Roma) I
Quest’opera estremamente ironica parte dall’uso popolare e irriverente di un’icona assoluta dell’arte mondiale, il David di Michelangelo, per invitare l’osservatore a guardare “oltre la superficie”. L’opera è una scatola bianca con un punto nero al centro che, a un’osservazione più attenta, si rivela essere il retro di un magnete da frigo che sul fronte riporta il dettaglio del pene della scultura. Un’opera che, facendo il verso all’arte minimalista, in realtà stimola la percezione, aprendo una riflessione sull’immaginario diffuso di alcune icone della storia dell’arte, di cui il David (come la Gioconda) è uno dei protagonisti assoluti.
Backside (Roma) I, 2016
Calamita da frigorifero con il David di Michelangelo, in legno e plexiglass bianco
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Talia), Musa 2026
Courtesy Collezione Andrea Boghi, Brescia

