Gerhard Merz
Gerhard Merz (Mammendorf, Germania, 1947) a partire dagli anni ’70 iniziò un percorso artistico in cui pittura, architettura e spazio si miscelano: Merz sviluppò grandi lavori a parete, installazioni ambientali e interventi site specific, spesso giocati su rigore formale, luce, superficie e una concezione minimalista dello spazio. Un artista che ha saputo trasformare pareti, stanze e ambienti in campi di sperimentazione per la forma, la luce e la percezione – con una coerenza concettuale mantenuta per oltre cinquant’anni.
Primavera
Nel 1986 l’artista realizza per gli spazi del Kunstverein di Monaco una mostra dal titolo Dove Sta Memoria, una citazione di Ezra Pound collocata nella prima sala come motto e titolo. Merz aveva concepito un allestimento che trasformava tutte le pareti attraverso il colore, una vera e propria “scultura cromatica” che metteva in risalto l’architettura classicista degli spazi.
Sono molte, nella storia dell’artista, le opere che portano un titolo in italiano e, del resto, con l’Italia e la sua tradizione artistica Merz, che oggi vive tra Berlino e Pescia, nel nord della Toscana, ha sempre avuto una profonda affinità.
Per lui, che difende “il diritto umano di fare arte senza motivo”, il significato dell’opera è meno importante rispetto alla pratica in sé: una foto giovanile che ritrae un taglierino, un righello in acciaio e una confezione di lampadine, resta una delle definizioni migliori del suo fare arte. Proporzione, ordine, luce e superfici geometriche di colore, sono gli strumenti essenziali per raggiungere l’assoluto, perché la riduzione del contenuto, insieme all’astrazione, sono il modo migliore per liberarsi da ogni vincolo.
Primavera, 1984-2025
Pigmento su tela
148 x 101 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Polimnia), Musa 2026
Courtesy Galleria Giampaolo Abbondio, Milano – Todi
