Eva Sajovic

Eva Sajovic (Slovenia, 1976). Influenzata dall’esperienza della dissoluzione della Jugoslavia negli anni Novanta e dalla rapida trasformazione della sua patria da socialista a capitalista, l’artista, attraverso performance, installazioni e pratiche sociali indaga le trasformazioni della società contemporanea, interrogandosi sul ruolo dell’artista in un’epoca di policrisi. La sua pratica comprende spesso progetti partecipativi e metodi collaborativi tesi ad ispirare le persone a liberarsi dalla passività del ruolo di spettatore e contribuire attivamente al cambiamento sociale; nel corso di queste azioni, oggetti realizzati da lei a maglia, in ceramica o tecniche miste, fungono da “attivatori” o immagini di supporto.

Farinata, il mercenario che liberò il suo popolo perse la spada

Opera realizzata nel corso di una residenza estiva alla British School a Roma, fa riferimento alla figura storica di Farinata degli Uberti, leader della fazione ghibellina di Firenze, importante uomo politico e condottiero, scelto da Dante come personaggio centrale nel X canto dell’Inferno. Si inserisce in una più ampia ricerca che esplora l’origine ideologica dell’imperialismo, tracciandone le origini nell’antica Roma e rivelandone ancora la presenza all’interno di strutture di potere contemporanee. L’immagine è una citazione diretta del ritratto dipinto da Andrea del Castagno (1421-1457) nel Ciclo degli uomini e donne illustri a Villa Carducci di Legnaia (Firenze).

Farinata, il mercenario che liberò il suo popolo perse la spada, 2024
Arazzo a maglia, lana industriale di scarto
141 x 150 x 0,5 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Talia), Musa 2026
Courtesy the artist Eva Sajovic

Falling Messengers/Warriors

Opera realizzata nel corso di una residenza estiva alla British School at Rome nell’ambito di una ricerca sull’origine ideologica dell’imperialismo che si interroga su come potremmo rielaborare le rovine imperiali trasformandole in strumenti di empatia, rinnovamento e dialogo collettivo. Ispirata dalla lunga storia di appropriazione e stratificazione di Roma, dalle scene di guerra su vasi etruschi, dalle decorazioni musive di Santa Maria in Trastevere e dagli arazzi della Strage degli Innocenti di Raffaello ai Musei Vaticani, l’artista ha cercato di rielaborare i simboli del dominio offrendo letture alternative e nuovi significati.

Falling Messengers/Warriors, 2025
Tappeti tuftati, lana, poliestere
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Talia), Musa 2026
Courtesy the artist Eva Sajovic