Camilla Alberti
Camilla Alberti (Milano, 1994) vive e lavora a Milano. Dopo aver studiato arti visive e studi curatoriali presso la NABA, esplora con le sue opere le modalità con cui il mondo è costruito e abitato, indagando le relazioni tra specie diverse e lo spazio che condividono. La sua ricerca si manifesta attraverso scultura, pittura e installazione, spesso utilizzando materiali di recupero – scarti industriali, oggetti abbandonati, elementi organici – in un processo che definisce “archeologia urbana”. Tra i suoi lavori recenti spicca l’opera Unbinding Creatures. Organismo 30 – una scultura che combina materiali come gesso, alluminio, legno, vetro, ossa, e conchiglie – con cui ha vinto la terza edizione del Premio CONAI Arte Circolare (2024).
Unbinding Creatures. Organismo 30
“La mia ricerca si configura come una serie di sculture e installazioni costruite attraverso un processo di archeologia urbana grazie alla quale vengono raccolti oggetti abbandonati, scarti industriali, elementi antropici. […] Ogni materiale raccolto è come una mappa, disseminato di tracce lasciate da tutti gli organismi che lo hanno abitato e manipolato.” Quest’opera, premiata con il Premio CONAI Arte Circolare, concorso del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), che supporta artisti emergenti che si fanno interpreti dell’economia circolare, rende evidente la ricerca di Alberti. Partita da un iniziale interesse per l’architettura e l’atto del costruire, oggi realizza forme elaborate che indagano la relazione tra abitato e abitante, combinando controllo e intuizione. Immaginazione, ecologia, dialogo tra specie, danno vita a opere spesso perturbanti ma che ci parlano della realtà ibrida in cui viviamo.
Unbinding Creatures. Organismo 30, 2022
Scultura in gesso, alluminio, legno, vetro, ossa, pignone bicicletta, conchiglie
73 × 50 × 40 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Polimnia), Musa 2026
Courtesy CONAI Collection
