Bekhbaatar Enkhtur

Bekhbaatar Enkhtur (Ulan Bator, Mongolia, 1994) è nato in Mongolia ma vive in Italia da anni, dove ha studiato prima all’Accademia di Bologna e poi si è trasferito, da qualche anno, a Torino; pratica una scultura fatta di materiali deperibili e metalli morbidi, come il rame e l’alluminio, per raccontare una natura organica e malleabile. Da quando è arrivato in Italia ha cominciato ad esplorare sempre più memorie, tradizioni e miti della sua terra, per la necessità di stabilire un legame forte con le proprie radici. La sua ricerca ruota intorno al concetto del cambiamento insito a tutte le cose, così nelle sue sculture il mutevole sembra prendere il posto del durevole, la fragilità quello della forza. Le sue opere, che ritraggono lupi, draghi, cavalli, volpi o una rondine, simbolo universale di primavera e rinnovamento, sono espressione di una pratica che tende all’effimero, all’autodistruzione e dunque alla trasformazione.

Rondine

Rondine, 2024
Incisione su rame
110 × 80 × 1 cm
Casa Italia Milano – Triennale (Sala Polimnia), Musa 2026
Courtesy Collezione Andrea Boghi, Brescia